COME ARRIVARE
- A1 uscita per Cassino, quindi la superstrada che porta a Formia.
- Strada Statale n. 148 Pontina. Superata
la cittadina balneare di Terracina si può scegliere la Litoranea S.S.
213 Flacca per
raggiungere Formia o la S.S. n. 7 Appia per inoltrarsi nellentroterra
e raggiungere Itri. Dopo Itri, lAppia raggiunge Formia.
info
- Comune
Sosta Camper
- Parcheggio all'interno del porto; ingresso venendo da Gaeta dietro il mercato dei surgelati. Gratuito ma capienza limitata.
Altra possibilità nel parcheggio adiacente a pagamento, circa 30 posti.
Situata sul lato settentrionale del Golfo di Gaeta, sormontata dai Monti
Aurunci, Formia è un vivace ed elegante centro balneare. Narrano
le leggende che qui fece tappa anche Ulisse durante il suo interminabile
viaggio. Di Odisseo non vi sono tracce certe, ma la città vanta molti
ricordi importanti. Ai tempi dell'antica Roma questa bella cittadina, che
si affaccia sul Mar Tirreno, era uno dei luoghi di villeggiatura preferiti
dai patrizi romani. Qui veniva a riposarsi Cicerone, che costruì
per sè e per la sua famiglia una grande villa vicino al mare. Purtroppo
il grande oratore e poeta latino potè godersela solo per poco tempo
visto che, nel 43 a.C., i segaci di Marco Antonio lo uccisero proprio nei
dintorni della cittadina. Fiorente sino alla caduta dell'Impero, Formia
divenne feudo longobardo e, nell'859, venne distrutta dai Saraceni che vi
rimasero, sgraditi ospiti, sino al 915. Ripartiti questi la cittadina rinacque
su due nuclei, il Castello della Mola, dove ne '300 Carlo d'Angiò
costruì un castello. I due villaggi vennero riunificati solo nel
1862 con l'originario nome di Formia e la distanza tra loro venne colmata
da nuove costruzioni. Nonostante le guerre e le nuove edificazioni, dovunque
è possibile vedere resti di antiche costruzioni romane: dai ruderi
di antiche ville, all'anfiteatro, alla tomba di Cicerone... Nel 1861, nelle
sale di Villa Rubino, Piemontesi e Napoletani firmarono l'armistizio che
pose fine all'assedio della vicina Gaeta dove Francesco II di Borbone si
era asserragliato dopo la battaglia di Volturno con gli ultimi seguaci.
Pochi giorni dopo questi, congedati i soldati, lasciava la rocca e partiva
per l'esilio. Il Regno delle due Sicilie aveva cessato di esistere.