COME ARRIVARE
Da Nord:
- A1, uscita Orvieto, proseguire per Montefiascone
e quindi per Capodimonte.
- S. S. Aurelia, uscita Montalto di Castro, proseguire per Canino, continuare
per Valentano e quindi per Capodimonte.
Da Sud
- A1, uscita Orte, proseguire per Viterbo, quindi
per Capodimonte.
- S. S. Aurelia, uscita Tarquinia, proseguire per Tuscania, Piansano, quindi
per Capodimonte
info
- Comune
Sosta Camper
- Sosta Camper da Enzo, Località Pajeto, 2 km dopo l’abitato
provenendo da Viterbo; complesso balneare - bar - rimessaggio La Baia, via Verantana alle spalle del campo sportivo, 2 km prima del paese venendo da Valentano. Su prato adiacente il lago, giochi bimbi, tavoli pic-nic, illuminata,
molto tranquilla. Pagamento a tariffa oraria.
- Se l'area di sosta dovesse essere chiusa si possono utilizzare 2 parcheggi sul lato opposto del lungolago andando verso l'interno.
Uno è davanti i carabinieri, destinato ai pullman, sterrato, l'altro è qualche traversa piè avanti sulla sinistra uscendo dal paese. Gli
altri parcheggi sul lungolago sono tutti a pagamento ed hanno la sbarra a 2 m.
- Camping La Perla del Lago: Viale R. Margherita; tel. 0761 873128,
www.perladellago.it.
- 2 km dopo l'abitato della splendida località sul lago di Bolsena provenendo da Viterbo. Gratuita, acqua, pozzetto
Arroccato su un promontorio della sponda meridionale del lago di Bolsena, sorge sui resti dell'antica Bisenzio, città etrusco - umbra. A forma peninsulare, è quasi totalmente abbracciato dalle acque ed è raggiungibile attraverso un solo accesso, così come si usava nel Medioevo. Capodimonte ha origini molto antiche, riconducibili senz'altro all'età neolitica, così come attestano i reperti rinvenuti nella vastissima necropoli: tra le cose portate alla luce, particolare interesse rivestono alcuni sandali di fabbricazione etrusca, in legno, con un'insolita cerniera al centro per renderli snodabili. Con i Romani l'antica città etrusca divenne un importante centro urbano, dotato di buone linee difensive e di un castello. "Visentium" divenne così fiorente Municipio e, nei primi secoli del Cristianesimo, diocesi fino al secolo VIII, quando fu completamente distrutta dai Longobardi. La popolazione fu costretta a rifugiarsi in zone ritenute più sicure e diede vita al nucleo primordiale del paese di Capodimonte, eletto a parrocchia nel 1102. A partire dal secolo XI il borgo divenne Contea dei Signori di Bisenzio; in seguito sottomesso al Comune di Orvieto, fu infine subalterno alla sede Vescovile di Montefiascone. Con l'avvento dei Farnese nel 1385, Capodimonte viene inglobato nel Ducato di Castro di cui segue le vicende fino al 1649, anno della distruzione della sua capitale. Passato da ultimo sotto il diretto dominio della Chiesa, subì tale sudditanza fino al 1870 quando entrò a far parte del regno d'Italia.
A Capodimonte si lega
la triste vicenda di Giulia Farnese, sorella di Paolo III, che qui morì
dopo profonde pene d'amore. La giovane donna, perdutamente innamorata del
cardinale Rodrigo Borgia, futuro Alessandro VI, fu data in sposa al nipote
di lui. Sembra che fu proprio per mettere a tacere le polemiche su questo
amore, ostacolato e travagliato, che Rodrigo Borgia propose la nomina a Papa
del fratello di lei, Paolo III. La povera Giulia, che dopo la morte dell'amante
si ritirò a Capodimonte, fu costretta a risposarsi, ma non trovò
mai pace: ancora oggi, nelle notti più fredde, si può vederla
apparire, afflitta e inconsolabile, dalle gelide acque del lago (o almeno
così si narra).
Capodimonte, nota per il buon vino, la Cannaiola, e per l'ottimo pesce, trova
la maggior fonte di ricchezza nel turismo, favorito dalle peculiari bellezze
panoramiche del paese.
L'Isola Bisentina
e la Chiesa dei SS Giacomo e Cristoforo
Dalla sommità dell'Isola, che ospita folti boschi di leccio e un notevole
giardino all'italiana, si gode un bel panorama dell'intera area lacustre.
Notevole la grande Chiesa dei SS Giacomo e Cristoforo, voluta da Ranuccio
Farnese su disegno del Vignola e a cui fu successivamente aggiunta un'edicola
ottagonale del Sangallo. La chiesa, in stile rinascimentale, si fregia di
una elegante cupola in piombo e, nonostante gli arredi e le opere di valore
siano state trafugate dalle armate di Napoleone, conserva un bel tabernacolo
ed il dossale ligneo. Qui vennero seppelliti alcuni membri della famiglia
Farnese tra cui Ranuccio III, di cui rimane un bel sepolcro marmoreo. Circondano
la Chiesa sette cappelle risalenti al XV secolo, dislocate lungo i sentieri
che portano in cima al monte Tabor. Interessanti la Cappella del Crocefisso,
in cui sono presenti alcuni affreschi del '400, e il colombario etrusco -
romano.
L'isola Martana
L'isola, che attira i turisti per l'austerità della massa rocciosa,
ospita i ruderi della Chiesa di Santo Stefano e del Castello. Sembra che abbia
tenuto al sicuro, durante le invasioni barbariche, le reliquie di Santa Cristina,
Patrona di Bolsena. Molto bella la scala intagliata nel tufo, alla quale si
lega una antica e triste leggenda. Si narra infatti che Amalasunta, figlia
di Teodorico e regina dei Goti, scendesse ogni giorno quella scala per bagnarsi
nelle acque del lago, e qui fu trucidata dai nemici del suo regno con la complicità del perfido cugino Teodato.
Palazzo Farnese
Il palazzo, che domina tutto il paese ed il lago, fu fatto costruire dai Farnese
nel 1385, con la supervisione di Antonio Sangallo il Giovane. Realizzato in
forme ottagonali intorno ad un antico maniero nel '400, fu successivamente
completato con un avancorpo loggiato.
Chiesa Collegiata
di Santa Maria Assunta in Cielo
Costruita accanto a Palazzo Farnese, si fregia di bellissimi stucchi e di
un arco che, secondo la tradizione, fu disegnato dal Vignola nel periodo in
cui questi lavorò alla costruzione della chiesa che si trova sullisola
Bisentina. Allinterno trovano posto alcune opere ben conservate: un
quadro che rappresenta lAssunzione di Maria Santissima del Tiepolo,
situato sopra laltare maggiore, una statua della Madonna Assunta e un
pregevole quadro di Maria Santissima delle Grazie, attribuito alla scuola
del pittore napoletano Sebastiano Conca.