ALTITUDINE: m.523
COME ARRIVARE
- Da Via Salaria SS4 svoltare all'altezza di Passo Corese
e seguire le indicazioni
info
- Comune
Una natura viva forgiata
da una cultura millenaria, colline trafitte dal sole e colorate dalle stagioni,
sapori ed aromi che in tavola diventano tradizione gastronomica italiana:
sorprese di una terra che è voluta rimanere fedele a se stessa, come
la sua ospitale gente. Una Storia per il terzo millennio
Di epoca romana sono le prime tracce nel territorio di Casaprota, lo testimoniano
i reperti delle ville rustiche e le numerose iscrizioni. Non potrebbe essere
altrimenti ricordando il leggendario "Ratto delle Sabine", racconto
attraverso il quale la Sabina entra nella storia
di Roma. Ma i contatti tra la Sabina e Roma sono ancora più forti infatti
tra i re di Roma, Numa Pompilio e Anco Marzio, erano sabini assieme a quel
Tito Tazio che regnò per primo assieme a Romolo. La storia della sabina
si mescola a quella romana fino alla venuta dei longobardi, che separano i
destini del Ducato di Spoleto da Roma, rimasta all'impero d'oriente. Così
nel 776 compare per la prima volta il nome di "Casa Perotae", presumibilmente
l'antico nome del paese, di proprietà del Duca di Spoleto Ildebrando
.
Successivamente, come per altri territori circostanti fu acquisito dall'Abbazia
di Farfa. Infatti parlare del medioevo in Sabina significa parlare dell'imperiale
Abbazia: tra le più potenti dell'Italia centrale. Risparmiata dai Goti,
distrutta dagli stessi longobardi, all'apogeo sotto il dominio dei franchi
di Carlo Magno, fu faro di fede, arte e civiltà. Nei primi decenni
del secolo X fu fondato il castello, di cui successivamente si persero le
tracce sino al pontificato di Celestino III, quando si ha notizia di una controversia
che si opponeva i De Romania, la più potente famiglia nobile della
Sabina, alla consorteria dei Caponeschi. Dai Brancaleoni, un ramo della dinastia
dei De Romania, Casaprota passò agli Orsini sino al 1604, anno nel
quale il Castello fu inserito nel governatorato di Sabina. Dopo la riorganizzazione
dello stato della Chiesa, Casaprota fu annessa a Mompeo, distretto di Poggio
Mirteto, governo di Fara. Nel 1853 Casaprota diviene comune autonomo.
Oggi il suo territorio, che comprende la splendida frazione di Collelungo,
si estende tra Via Salaria, la valle del fiume Farfa e i Monti Sabini. La
sua realtà sociale ed economica è fortemente segnata da una
storia che orgogliosamente si ripropone per il terzo millennio.