Altitudine 530 m
COME ARRIVARE
- SS 4 Salaria, a 18 Km da Rieti in direzione Ascoli Piceno.
- Stazioni ferroviarie più vicine: Canestra e Borgovelino.
info
- Comune
Ha le sue origini
nel pieno medioevo, pur se esse non sono ben note. Nel territorio sono presenti
strutture archeologiche, come alcuni tratti dell'antica via Salaria. Uno
dei più lunghi e meglio conservati è visibile allinterno
di un laghetto dedicato alla pesca sportiva sotto il pelo dellacqua,
mentre strutture pertinenti probabilmente ad una villa rustica romana, sono
chiaramente visibili sulla destra lungo la strada di accesso al capoluogo,
che conserva ancora nellimpianto urbanistico, dominato dalla massiccia
torre quadrata, tracce del passato medievale. Il comune è sito lungo
la via Salaria, a 18 km da Rieti in direzione di Ascoli Piceno. Il suo territorio
è abbastanza vasto anche se poco popolato e si sviluppa in ben 12 frazioni,
di cui le più alte, come Paterno e Castel Sant' Angelo, di rilevante
interesse storico e architettonico. Nel territorio sono comprese le Terme
di Cotilia e il Lago di Paterno, località già ben note agli
antichi romani che ne sfruttavano le qualità terapeutiche.
M.T. Varrone parla del Lago di Paterno, all'ora denominato Cutiliae, come
Ombelicus Italiae. Inoltre, sempre sul Lago di Paterno era situato uno dei
più importanti templi dedicati al culto della dea Vacuna (chiamata
poi dai romani Vittoria), che rappresenta uno dei culti più antichi
e più rilevanti di una buona parte del Centro Italia Appenninico.
La vicinanza della via Salaria, importante arteria di cominicazione tra le
due coste italiane e il fatto di trovarsi proprio al confine tra il Regno
Borbonico e lo Stato Pontificio, ha reso sempre la zona particolarmente vivace
e soggetta a fasi alterne di dominio e di conquiste.
Se non bastasse la storia a rendere interessante il Comune, ricordiamo che
esso è posto in una delle valli più suggestive dell'appennino,
la Valle del Velino, che ancora oggi mantiene inalterate caratteristiche naturali
quasi uniche come la grande varietà di vegetazione e la straordinaria
ricchezza di sorgenti ed acque sia di superficie che sotterranee; è
da ricordare che proprio qui si trovano le sorgenti del Peschiera, che approvviggionano
di acqua oltre due terzi della città di Roma.
Le Terme di Tito
Situate sopra il lago di Paterno, identificato con lantico lago di Cotilia.
In effetti non sono ben chiare le funzioni di questo grandioso monumento,
identificato di volta in volta con lantica Cotilia o con le Terme di
Tito. Sembra possibile ipotizzare, con buon fondamento, che le strutture fossero
pertinenti alla pars urbana di una imponente villa rustica, di certo proprietà
di una importante famiglia, forse gli stessi Flavi. Il fronte doveva mostrare
un apparato scenografico di grande suggestione. Lungo una serie di ordini
di strutture lignee le canalizzazioni, presenti allinterno dei muri
dellimpianto, dovevano addurre un costante flusso idrico, che, cadendo
dallalto e rimbalzando sui tavolati, scendeva a cascata fino al suolo
creando uno scenario di grande effetto, che coinvolgeva anche il sottostante
laghetto di Paterno.
Il vicus Aquae
Cutiliae
Cotilia è connessa intimamente con le principali vicende della leggenda
sabina. Secondo la tradizione sarebbe stata un antichissimo centro abitato
dei peslagi e che sarebbe stato a sua volta conquistato dai Sabini, al momento
della loro irruzione nella valle delle Velino dalle loro basi poste ai piedi
del Gran Sasso.. Nelle sue vicinanze sorgeva un celebre santuario dedicato
alla Dea Vacuna, punto di riunione cultuale per tutti i popoli vicini. Le
sorgenti della zona erano ben conosciute nellantichità per le
loro qualità terapeutiche. Dovettero la loro fama alluso continuativo
che ne fecero Vespasiano e suo figlio Tito che morirono ambedue in una villa
di loro proprietà. Vespasiano era solito tornare tutti gli anni a Cotilia
durante il periodo estivo, per passarvi le acque e trascorrervi le ferie.
La fama di queste terme si perpetuò ancora nei primi secoli dellalto
medioevo. Le strutture di età romana del vicus Aquae Cutiliae si estendono,
intervallate, per circa quattro chilometri tra Caporio e Paterno. Già
alla fine del secolo scorso alcuni scavi effettuati avevano portato alla luce
alcune parti delle così dette Terme di Vespasiano, che si articolavano
in una serie di ambienti, nei quali vennero riconosciuti un caldarium, degli
spogliatoi ed altre parti di un impianto termale. Oggi questa zona termale
non è più visibile, dato che le parti riportate in luce sono
state sia distrutte, sia nuovamente interrate.
Chiesa di Santa
Maria in Cesoni
Chiesa Romanica oggi rimasta in piedi soltanto in parte. Nei pressi sono stati
compiuti alcuni lavori di recupero che hanno riportato parzialmente in luce
una piscina della lunghezza approssimativa di 60 m. e di larghezza di circa
24, fiancheggiata sui lati settentrionale ed orientale da alcuni ambienti.
La facciata settentrionale era scandita da nicchie rettangolari timpanate
ed absidiole. Dietro questi primi ambienti correva un corridoio voltato, mentre
la facciata orientale conserva una successione di ambienti rettangolari ed
absidiole oltre alla scala di accesso al piano superiore, solo in minima parte
conservato.