COME ARRIVARE
- Via Appia
direzione Castelli Romani. Si attraversano le cittadine di S.Maria delle Mole,
Albano Laziale, Ariccia, Genzano. Da qui si prende la Via Appia Vecchia e
dopo 5 km si trova Lanuvio.
info
- Comune
Sosta Camper
- Ampio parcheggio asfaltato all'ingresso del paese sulla sinistra, non custodito.
Il Comune di Lanuvio è situato in provincia di Roma e precisamente a 33 km a sud est della stessa.
L'odierno centro urbano insiste sul sito dell'antico Lanuvium, ben identificato
quest'ultimo grazie alle testimonianze di Strabone e di Appiano.
Sulle presunte origini di Lanuvio, ci sono pervenute una serie di tradizioni
tra loro contrastanti, cosa questa tra l'altro riscontrabile per altre città
del Lazio antico. La prima che si rifà al filone greco-argivo era
quella tramandata da Appiano, secondo cui la fondazione di Lanuvio dovrebbe
riferirsi a Diomede figlio di Tideo, signore di Argo.
La seconda, invece, relativa al filone troiano, è emersa grazie al
ritrovamento di frammenti di intonaco rinvenuti nel 1969 a Taormina e appartenenti
al ginnasio dell'antica Tauromenion, dove si parla di Fabio Pittore, primo
annalista romano, e gli si attribuisce la narrazione dell'arrivo in Italia,
in seguito alla guerra di Troia, di un certo Lanoios, fondatore nel Lazio
di una cittadina, che avrebbe preso da lui il nome. Studi sulla veridicità
di queste tradizioni si sono susseguiti nel tempo, e tra l'altro gli ultimi
progressi della ricerca archeologica hanno restituito loro un buon margine
di credibilità, anche se alcune di esse sono da prendere cum grano
salis.
Per Lanuvio, infatti, c'è discordanza tra le fonti antiche, che riporterebbero
la fondazione della cittadina agli anni immediatamente successivi alla guerra
di Troia (1180-1170 a.C.), e le testimonianze archeologiche i cui reperti
più antichi, rinvenuti sul colle San Lorenzo, si datano al più presto agli inizi del IX secolo a.C.
Le prime notizie attendibili che abbiamo della cittadina ci testimoniano
che, sul finire del VI secolo a.C., faceva parte dei trenta populi della
lega latina, populi che si riunivano nel lucus di Diana Nemorense. Insorse,
insieme ad altre città latine, contro Roma, nella battaglia presso
Aricia (504 a.C.), in quella del lago Regillo (496 a.C.), nel 383 a.C.,
nel 341 a.C., con esiti quasi sempre negativi. In seguito all'ultima e definitiva
sconfitta avvenuta nel 338 a.C., perse, insieme alle altre cittadine del
Latium Vetus, l'indipendenza, ma già nel 332 a.C. ottenne un trattamento
di privilegio e la Civitas cum suffragio da parte di Roma, in cambio di
ammettere il popolo romano ad amministrare la metà dei proventi del
santuario di Giunone Sospita. Dal 332 a.C. fino allo scoppio della prima
guerra civile (87-86 a.C.), Lanuvio mantenne un elevato grado di benessere,
ma parteggiando in questo ultimo frangente per Silia, venne ridotta da Mario
a colonia militare. Siccome gli eventi di quegli anni erano soggetti a repentini
mutamenti politici, avvenne che il partito mariano cadde in rovina e Lanuvio,
in poco tempo, ritornò ad essere una cittadina di primissimo piano.
Le fonti antiche, infatti, ci testimoniano come Lanuvio, a partire dall'età
tardo-repubblicana, divenne meta dei personaggi più in vista della
politica romana, vi ebbero dimora: M. Emilio Lepido, Bruto, Augusto
e Marco Aurelio.
Diede poi i natali al console dell'anno 62 a.C. L. Licinio Murena e agli
imperatori Antonino Pio e Commodo. Con l'editto di Teodosio del 391 d.C.,
che sanciva il cristianesimo come unica religione dell'impero romano, iniziò
la decadenza e l'inesorabile abbandono dell'antica Lanuvio. Questo editto
comportò infatti anche l'immediata chiusura di tutti i templi pagani
tra cui anche quello di Giunone Sospita, funzionante fin dal VI secolo a.C.,
e che era stato l'elemento propulsore della cittadina per dieci secoli.
Anche se il sito non fu abbandonato nei secoli successivi all'editto di
Teodosio, notizie certe di esso si hanno soltanto a partire dalI'Xl secolo
d.C., che, stando al Galieti, rinacque grazie all'opera dei monaci Benedettini
coi nome di Civita Lanuvina. Passò, dagli inizi del XV secolo, nelle
mani dei Colonna, a cui rimase fino al 1564, anno in cui venne venduta,
insieme ad Ardea, a Giuliano Sforza Cesarini al prezzo di 105.000 scudi.
I secoli dall'XI fino alla seconda metà dei XVI furono concitati per Lanuvio: saccheggi, assedi, donazioni. Con l'avvento dei Cesarini prima e dei Cesarini-Sforza poi si ebbe un periodo di relativa tranquillità. Fu solo alla fine del secolo XVIII che Lanuvio rischiò di essere rasa al suolo dalle truppe francesi che volevano vendicare la morte di alcuni compagni qui uccisi, mentre scoppiava la controrivoluzione sanfedista.
Nella
seconda guerra mondiale, per l'importanza della sua posizione strategica,
venne bombardato dal mare e sottoposto alle incursioni aeree delle armate
alleate sbarcate ad Anzio.
Completamente distrutto, il paese risorse grazie allo spirito di iniziativa
della popolazione lanuvina, ed esso è allo stato attuale uno dei
più incantevoli luoghi dei Castelli Romani.