COME ARRIVARE:
- Via Casilina, A1 uscita S.Cesareo
e poi Casilina;
-
Via Prenestina
info
- Comune
Salendo per circa sei chilometri da Cave tra oliveti e vigneti che diradano per far posto alla pineta si incontra Rocca di Cave, ubicata in posizione invidiabile sui Monti Prenestini ad un'altitudine di ca. 900 m.. Il nucleo storico nacque a ridosso delle mura della torre di avvistamento, facente capo al castello che i monaci benedettini di Subiaco edificarono intorno all'850 d.C. per difendersi dalle incursioni saracene. La rocca dominava, infatti, la valle del Sacco. La torre, costruita probabilmente su un preesistente rudere romano è a pianta esagonale irregolare, al centro si trova il mastio e i resti dell'antica chiesa di San Pietro con copertura a volta a crociera. Le ricerche documentali non hanno portato a rintracciare un documento che tratti espressamente dell'origine del paese. Si è a conoscenza che tra il IX e il XII secolo veniva chiamato "Castello dei Santi Tre" (titolari delle chiese ivi esistenti di Santa Maria, di San Pietro, di San Michele Arcangelo). Il nome di Rocca di Cave compare per la prima volta usato in un documento del 1125. Furono prima signori del territorio gli Annibaldi, poi, nel 1315 Rocca di Cave diviene feudo dei Colonna.
Il castello, legato al nome di
questa famiglia, ancora possente all'esterno, con le mura rafforzate da
torri quadrangolari, è internamente diroccato. Dal 1890 al 1909 il
paese fu frazione di Cave. Il 7 Febbraio del 1944, Rocca di Cave fu teatro
di un agghiacciante avvenimento: il paese venne assediato da truppe tedesche
decise a fucilare tutti gli abitanti maschi in seguito ad un'imboscata che
aveva visto uccisi alcuni soldati tedeschi. Per rappresaglia, come era nei
disumani costumi degli occupanti tedeschi, per ogni soldato tedesco ucciso
dieci italiani dovevano morire. Ma quando le cose stavano per volgere al
peggio, l'esecuzione fu improvvisamente sospesa e l'assedio tolto.
Del patrimonio monumentale di notevole interesse è la chiesa parrocchiale
di San Nicola di Bari, costruita nel 1752 ad opera di don Francesco Torquato
Simeoni e consacrata nel 1777.
La chiesa alta m. 16 e lunga m.25, è ad una sola navata con altare
maggiore, presbiterio, due cappelle, quattro altari secondari e campanile
con tre campane, risalenti rispettivamente al 1825 e due al 1875. Una delle
due cappelle, rispettivamente dedicate a Maria Assunta, al Sacro Cuore e
al Cristo morto, è stata trasformata in monumento funebre di mons.
Agapito Simeoni nel 1978. Questa cappella è arricchita di pregiati
marmi e di un gruppo marmoreo, raffigurante la Pietà, opera di Gabriele
Jagnocco. Pregevole la pala dell'altare maggiore in tela, datata al 1795
di Domenico Corvi. La pala, restaurata a cura del Ministero per i Beni Culturali
ed Ambientali, che ha curato anche il rifacimento della facciata della chiesa,
raffigura il Titolare della stessa. La chiesa di Sant'Egidio in origine
dedicata a San Michele aveva tre altari: uno dedicato a S. Egidio, uno a
San Michele dedicato nel 1602, uno dedicato ai Santi Sebastiano, Fabiano
e Leonardo del 1603 e restaurato nel 1738.
Sono, oggi, conservati, solo il primo e il terzo altare insieme ad antichi
affreschi.
La chiesa della Madonna della Neve, posta nella parte più alta del
paese, immersa in un bosco di pini, è di modeste dimensioni ha un
solo altare e risale alla prima metà del XX secolo. E'anche sacrario
dei caduti in guerra.